CASE HISTORY DI GROTTE VAL DE' VARRI
Stavano lì, da anni, belle, grosse e imponenti,
Esplorate per la prima volta nel 1929, le Grotte di Val de’ Varri sono state aperte al pubblico nel 2003, a Pescorocchiano (Rieti), a poco meno di un’ora di autostrada da Roma e a una manciata di chilometri dal confine abruzzese.
Il problema delle Grotte di Val de’ Varri era uno e semplice: erano pressoché sconosciute. A beneficiare della loro bellezza, negli anni erano stati soltanto abitanti locali e turisti occasionali, reclamando in molti la necessità di pubblicizzarle.
Il nostro obiettivo è così da subito stato quello di presentarle ad un’utenza il più vasta possibile, in vista di una nuova apertura al pubblico fissata al 28 aprile 2018.
Il nostro primo incontro con le Grotte di Val de’ Varri, è stato nei primi giorni di marzo, agli albori della primavera. Chiuse al pubblico per il periodo invernale, le grotte erano maestose e conservavano tutto il loro lato selvaggio. Massima discrezione è stata adottata con i pipistrelli, che abbiamo spiato dagli obiettivi delle fotocamere, affascinati dal loro silenzioso riposo.
La nostra prima visita alla grotte non è stata che una conferma: sarebbero piaciute a tutti e a tutti dovevamo farle conoscere.
La promozione delle Grotte di Val de’ Varri, si è così mossa simultaneamente su più fronti, mettendo in campo diversi servizi in un’unica strategia di brand awarness:
- Digital Marketing
- Pubblicità radiofonica
- Pubblicità cinematografica
- Affissioni statiche
- Camion vela

La brand identity delle Grotte di Val de’ Varri
Grazie al materiale fotografico raccolto durante sopralluogo, le informazioni reperite dal Comune di Pescorocchiano, in team abbiamo realizzato una moodboard e dedicato una lunga pausa caffé al brainstorming.
Termini come semplice, maestoso, imponente, genuino e incontaminato ci hanno accompagnato durante tutte le fasi di sviluppo dell storytelling, a partire dal pay-off.
Le Grotte di Val de’ Varri infatti, sono “Le grotte, come le immaginate” perché ricalcano quell’immaginario classico di spelonca, vegetazione, fiumiciattolo, stalattiti e stalagmiti senza darsi troppe arie, ed in tutta la loro genuinità sono visitabili a tutte le età, con percorsi più e meno turistici.
Relativamente all’identità visiva, su richiesta del Comune è stato mantenuto e ottimizzato il logo originario per conservare il legame tra le Grotte di Val de’ Varri e gli abitanti dell’omonima valle.

Le grotte di Val de’ Varri online

Il primo passo nella tabella di marcia è stato quello di metterle online, partendo da zero: creazione del sito web e degli account Facebook e Instagram.
Da subito le immagini delle grotte hanno creato engagement, con una copertura organica elevata e un alto tasso di viralità. Le campagne di ADS hanno però contribuito ad aumentare l’awarness concentrandosi in un primo momento a livello locale per poi aumentare fino a livello nazionale.
Le grotte di Val de’ Varri al cinema
Il secondo passo è stato la realizzazione e la distribuzione di uno spot cinematografico nelle sale romane dei circuiti Uci Cinemas e The Space Cinema. Nella creazione dello spot, un ruolo chiave è stato attribuito all’acqua, un elemente generalmente importante nelle grotte, ma che a Val de’ Varri è protagonista indiscusso dello spettacolo.
Le Grotte di Val de’ varri, infatti, sono anche note come Inghiottitoio della Val de’ varri, per via della presenza di un corso d’acqua, il Rio Varri, che si immette e perde nella profondità delle rocce creando uno scenario particolarmente suggestivo nei periodi più freddi.
Le Grotte di Val de' Varri tra le vie della città

Affissioni di vario formato sono state realizzate per il territorio di Roma e provincia e alcune strade ad alta percorrenza, anche nei pressi della Val de’ Varri.
I formati utilizzati sono stati: 3×2, 200 x 140 e 100 x 140.
Agli esercenti locali, abbiamo inoltre fornito materiale di vario tipo da distribuire o affiggere, come flyer e poster.




Le Grotte di Val de’ Varri in metropolitana
La ciliegina sulla torta è stato portare le grotte in metro, con una branding domination negli spazi della stazione Policlinico della metro capitolina, una fermata molto frequentata per la sua prossimità con l’Università e il policlinico Umberto I.
Da un giorno all’altro, i viaggiatori hanno visto una cavità artificiale ed urbana, tramutarsi in una cavità carsica. Un modo per riservare alle Grotte uno spazio abbastanza ampio per mostrare, in piccolo, la loro maestosità.













A pochi giorni dal fatidico giorno della riapertura, che avrebbe visto l’intervento di autorità locali e centri ricettivi limitrofi, buona parte del nostro obiettivo era stato completato.
Nei successivi mesi, con l’avvento dell’estate e l’intensificazione degli orari di visita, sono stati circa 3000 i visitatori che hanno gustato l’aria fresca e rigenerante delle Grotte di Val de’ Varri.
Al primo anniversario dalla riapertura, le Grotte erano ancora più belle, dentro e fuori, grazie ad una meticolosa attenzione dei gestori nel rendere la visita, parte di una giornata indimenticabile fatta, di scoperta, divertimento e relax, mettendo a disposizione delle aree pic-nic attrezzate e favorendo convenzioni con attività ricettive locali.
Le Grotte Val de’ Varri, da sempre tra le Grotte Turistiche Italiane, sono state riconosciute tra i SIC, i siti di interesse comunitario, a tutela di cinque specie rare di pipistrello. Il nostro augurio è che col tempo, continuino a conservare il fascino “umile” e allo stesso imponente che ci ha colpiti da subito.
