Il mondo del lavoro è un sistema in perenne mutazione, condizionato dal progresso tecnologico che crea, modifica e cancella vecchie e nuove figure professionali. Se in certi momenti della storia questi cambiamenti sono avvenuti gradualmente, l’informatizzazione e soprattutto Internet hanno accelerato la velocità di evoluzione, creando l’ecosistema lavorativo della Quarta rivoluzione industriale. In questo nuovo mondo digitale le produzioni artigianali e quelle di massa concorrono sullo stesso mercato: hanno accesso agli stessi sistemi globali di pubblicità, distribuzione e vendita e sono accessibili 24 ore su 24. Per poter mantenere e far crescere queste strutture è necessario un numero di lavoratori specializzati sempre più alto: la Commissione europea ha stimato un aumento del 4% tra il 2020 e il 2021 dei lavori tech, tanto che spesso ci sono più proposte di lavoro che lavoratori disponibili. Oltre alle tipologie stanno cambiando anche le skills necessarie nonché i desideri dei lavoratori che spesso chiedono forme ibride di lavoro (o da svolgere completamente da remoto) e, quella che sembrava essere la forza maggiore, ha rivelato invece nuove possibilità per la diffusione delle professioni digitali nelle zone rurali.
Un sistema in perenne evoluzione
Remote, agenzia di HR di livello globale, in un recente sondaggio ha chiesto quali sarebbero state le professioni digitali del futuro e, le risposte, hanno riservato poche sorprese. I settori che infatti continueranno ad offrire più possibilità sono il social media marketing, lo sviluppo e l’ingegneria software oltre ai lavori legati alle AI. Gli stessi risultati si hanno più o meno ovunque, perché in definitiva questi sono i settori che strutturano il mercato, ne sfruttano le possibilità e contemporaneamente immaginano la sua evoluzione. Un aspetto interessante però sono le ricadute che l’integrazione del digitale ha avuto sui settori lavorativi non direttamente legati all’industria. In un recente articolo Forbes descrive i cambiamenti della quarta rivoluzione nei luoghi di lavoro, in cui le gerarchie saranno sempre più fluide e caratterizzate da team a progetto e Permatemp; sarà più facile sportarsi da un ruolo ad un altro dentro la stessa azienda perché diventerà centrale l’idea di formazione permanente (legata soprattutto alle intelligenze artificiali) oltre ovviamente a tutte le forme di lavoro da remoto grazie anche alla diffusione della banda larga fuori dai centri principali. Telefonica, società spagnola di telecomunicazioni, per mostrare come il paese stia evolvendo nel mercato digitale ha creato una pagina che mostra in tempo reale quali sono i lavori più richiesti nel settore tecnologico provincia per provincia con la possibilità di candidarsi grazie a un link diretto.
Un passo più avanti
Probabilmente è arrivato il tempo di chiedersi cosa sarà il lavoro da qui a dieci anni. Quello che sappiamo è che le intelligenze artificiali gestiranno ancora più funzioni di quanto già non facciano ora; i Digital Workers sono già realtà, ma è chiaro che questi nuovi sistemi di lavoro influenzeranno le nuove assunzioni, la formazione e la didattica, fino ad arrivare anche alle strutture di base del welfare. Se non è il caso di pensare ad un nuovo luddismo o di immaginare l’ascesa dei robot è però essenziale per gli stati iniziare a capire davvero cosa succederà nel prossimo futuro; cambiamenti radicali che hanno già iniziato a riplasmare la società dal profondo con risultati forse paragonabili solo a quelli della prima rivoluzione industriale.
