Imagineering: il motore dell’immaginario Walt Disney

La Walt Disney Imagineering Research & Development è la parte più nascosta e insieme più visibile della Disney Company. Esiste dal 1952 e si occupa della direzione creativa, della progettazione e della realizzazione delle attrazioni nei parchi a tema.
A un primo sguardo si potrebbe pensare a un settore secondario rispetto alla produzione cinematografica, ma in realtà l’Imagineering è un elemento fondamentale dell’universo Disney fin dalla sua nascita. Per capire come, è necessario tornare agli anni in cui Walt Disney decise di far fare un passo avanti alla sua società, passando da casa di produzione a Corporation dell’intrattenimento.

La fondazione dell’Imagineering

Dopo il successo del primo lungometraggio animato della storia, Biancaneve del 1937, Walt Disney seguiva una politica aziendale ambiziosa ma rischiosa: reinvestire quasi tutti i ricavi dai film precedenti nei progetti successivi e già nel 1939 aveva chiesto a due animatori di preparare dei piani per lo sviluppo di un parco divertimenti. La realizzazione di questo progetto fu possibile solo all’inizio degli anni Cinquanta quando Disney fonda la WDI (Walt Disney Inc.) con l’incarico di progettare non solo delle attrazioni ma l’intero ambiente. La punta di diamante della WDI sarebbe stato l’Imagineering (parola brevettata nel 1962 pur non essendo stati i primi ad utilizzarla), ovvero l’unione di imagination ed engineering.
Era fondamentale che quel luogo fosse un’esperienza che portasse le persone fuori dalla quotidianità per immergersi in un mondo fantastico e così, insieme a Disneyland, nacque l’idea del parco a tema, caratterizzato da una coerenza interna costruita artificialmente. I lavori iniziarono nel 1954 e l’inaugurazione avvenne il 17 luglio del 1955 con un costo attorno ai 17 milioni di dollari, una cifra astronomica per l’epoca ma in solo due mesi già un milione di persone aveva acquistato un biglietto.

Nella mente di Disney questo era solo il primo passo. Voleva qualcosa di più grande e di più ambizioso per il proprio business ma soprattutto per la sua idea di un mondo pulito, ordinato e senza preoccupazioni.

Imagineering come un’idea oltre i confini della realtà

Il parco in Florida che Walt non riuscì a vedere (morì nel 1966) prese il suo nome. Al centro avrebbe dovuto ospitare il più grande progetto di Imagineering mai concepito, E.P.C.O.T (Experimental Prototype Community of Tomorrow) che dopo un primo showcase sarebbe diventato una vera e propria città ideale, le persone vi avrebbero vissuto separati dal resto del mondo, dentro un parco a tema grande quando San Francisco.
Ovviamente questo progetto decadde alla morte del suo ideatore. Racconta tuttavia di come Walt Disney credesse nel potere generativo delle aziende e del progresso, l’american way del dopoguerra, tanto da credere che creare mondi immaginari potesse sfociare nella creazione di una realtà perfezionata, epurata dal male e migliore.
Julian Barnes in un bellissimo romanzo, England, England, si immagina proprio questo: la creazione di un parco che ricostruisca il passato e le caratteristiche che rendono l’Inghilterra il paese che è, e questo parco, chiamato England, England (perché più inglese del paese stesso), crea un collasso nella società che preferisce quel luogo alla realtà.

Il presente e il futuro

Quello che rappresentano oggi i parchi Disney e l’Imagineering è qualcosa di molto diverso dalla ricerca di potere sulla realtà. Si concentrano sul concetto di esperienza attraverso sistemi complessi di storytelling multisensoriale (vista, udito, tatto, gusto e olfatto) che mira alla completa immersione nel qui ed ora. Il distacco fisico dal mondo esterno permette loro di poter “manipolare” le percezioni e le emozioni, creando sentimenti e ricordi molto vividi e quindi la voglia di tornare. È anche un business miliardario (26.2 miliardi di dollari nel 2019) e un hub di ricerca e sviluppo nell’ingegneria e nella robotica con applicazioni “esterne” che vanno dai sistemi di aggancio passati dalle montagne russe alle portaerei, ai motori lineari elettromagnetici e ai sistemi Personal Rapid Transit. Una curiosità? Hanno un ufficio che si occupa solo di ricreare con il cemento rocce indistinguibili da quelle vere.

Per saperne di più: su Disney+ una docuserie in sei puntate ripercorre la storia dell’imagineering e KhanAcademy ospita un MOOC, Imagineering in a Box, in cui si può scoprire come tecnici e creativi riescono a creare opere uniche nel loro genere.