Migliorare la scrittura. Soprattutto quando si parla di scrittura per il web è una frase che porta più fraintendimenti che soluzioni. Come tutti i testi focus oriented necessita di caratteristiche ben precise che devono essere rispettate, ma ecco qui il primo fraintendimento: l’ottimizzazione della disposizione delle parole chiave, tag e di tutta la SEO non produce un buon testo; anche Google se n’è accorto da tempo con algoritmi sempre più raffinati nell’analizzare le costruzioni semantiche.
Secondo fraintendimento: sì, esistono testi scritti bene e testi scritti male ma non basta “saper scrivere” per ottenere un buon risultato finale.
Questo perché non sempre si considera il testo come un elemento organico e strutturale del sito in cui si trova. Al di là degli argomenti il testo ha lo stesso tono e tenore del sito che lo contiene? Il linguaggio rispecchia le proposizioni e i valori del brand che rappresenta? Le immagini che lo accompagnano sono giuste oltre che belle? Lo stile e la composizione dei paragrafi si inserisce coerentemente nella pagina? In poche parole: chi scrive ha tenuto conto degli elementi paratestuali?
La lettura è una funzione percettiva, noi leggiamo perché vediamo e quando troviamo qualcosa di interessante da leggere il nostro cervello per prima cosa guarda la disposizione del testo nello spazio e riflette una sensazione che ci dice immediatamente se una pagina è facile o difficile da interpretare, se ci troviamo di fronte al proverbiale “muro di parole” oppure no. Sul web in particolare questo aspetto è fondamentale perché influisce su tempi di rimbalzo e conversioni in maniera molto più immediata dei contenuti proprio perché il nostro cervello guarda una pagina come un insieme e prima ancora di leggere stabilisce se quella immagine è composta da elementi armoniosi o dissonanti che possono rendere la lettura scorrevole o difficoltosa.
Per questo motivo, come ogni progetto, anche la stesura di un contenuto passa attraverso diverse fasi in cui l’atto di scrivere è solo l’ultima parte.
Migliorare la scrittura: ispirazione e ricerca
In pratica leggere. Cercare ispirazioni e fonti per argomenti ma anche e soprattutto leggere libri, articoli o contenuti che non sono legati all’ambito strettamente lavorativo. Romanzi, saggi e long journalism espandono il vocabolario e le idee. Soprattutto se ci si rivolge ad un pubblico indifferenziato, come un bacino di clienti potenziali, sapersi spiegare efficacemente senza troppi tecnicismi può diventare determinante nell’attrarre l’interesse delle persone perché l’esattezza non è un sinonimo di comprensione.
Migliorare la scrittura: consapevolezza e pianificazione
Concentrarsi sul target e non rinchiudersi nei contenuti: chi siamo o chi stiamo rappresentando ci parla anche del pubblico che vogliamo raggiungere. Se ci si rivolge ad utenti potenziali che non sono esperti del settore a cui dobbiamo spiegare in poche parole di cosa ci occupiamo o dei concetti di base, frasi brevi, esempi pratici, metafore, così come un ricorso minimo agli acronimi e agli anglicismi creano empatia, facilitando il passaggio dei messaggi e dei valori che si rappresenta oltre ad allungare il tempo di permanenza.
Migliorare la scrittura: composizione e scrittura
A questo punto con le idee chiare sul testo ed una strutturazione di base (lunghezza, numero di paragrafi, livello del linguaggio, obiettivi, contenuti e target) ci si può concentrare sulla stesura e all’ottimizzazione di un testo che con ogni probabilità risulterà comprensibile, coeso e coerente al contesto, tanto a livello visivo quanto alla scorrevolezza e ai contenuti.
L’ultima cosa che resta da fare è mettere mano al titolo non accontentandosi della prima idea che ci viene in mente. Avere una traccia da seguire fin dall’inizio è estremamente utile, soprattutto a non divagare, ma raramente si ha da subito piena consapevolezza del taglio e delle sfumature che il testo assumerà durante la stesura.
Ogni testo scritto è frutto di un percorso che ha un inizio ma soprattutto una conclusione, una serie di passaggi logici che permettono di concentrarsi sui particolari importanti senza perdere mai di vista l’insieme. Questo perché un testo è anche un oggetto complesso, stratificato che non può esprimersi al meglio se non inserito in un sistema di cui diventa parte integrante.
