TikTok è la piattaforma in più rapida ascesa, con più di un miliardo di utenti e un format che unisce video, musica, umorismo e micro-blogging. Un modello che funziona con i più giovani: la fascia più ampia di iscritti è quella dai 10 ai 19 anni (32,5%) seguita dai 20 ai 29 (29,5%) che insieme rappresentano più del 60%.
Tra il 2019 e il 2020 poi, i numeri di TikTok sono aumentati del 300%, ancora di più durante la pandemia.
Il format di un flusso ininterrotto di video brevi funziona, anche se fuori dal focus target sembra esserci ancora un po’ di scetticismo.
Prima di TikTok
In passato però altri si sono trovati nella stessa situazione. Instagram si è diffuso grazie ai filtri per poi diventare una solida piattaforma; Snapchat con le storie effimere aveva creato dubbi per poi essere copiato, così gli hashtag, che all’inizio sembravano confondere molti su Twitter, sono diventati lo standard per diffondere e discutere temi o eventi.
Tiktok e pubblicità: Content is King?
Per quanto riguarda i contenuti invece è un’altra storia: se da un lato esiste una maggioranza di utenti che produce contenuti (l’83% degli iscritti ha pubblicato almeno un video), dall’altro esiste un’azienda in espansione che vuole diventare più attrattiva per aziende e pubblicità. In effetti ancora una percentuale molto bassa sceglie TikTok come strumento di marketing, negli Stati Uniti solo il 3% delle aziende lo considera un canale pubblicitario efficace. Per alzare il livello di fiducia è in atto un processo di rebranding: in un sondaggio 2020 di GlobalWebIndex, TikTok è al primo posto come piattaforma per trovare Funny/entertaining content. ByteDance sottolinea infatti che la loro app non è un social ma una piattaforma video in cui aumenteranno i contenuti di qualità per “imparare divertendosi”.
Conta più la quantità della qualità?
Probabilmente sì, però identifica una rappresentazione diversa del mondo digitale che è, appunto, quella dei più giovani: veloce, visiva e meno interessata a sproloqui. La riprova è che l’engagement di TikTok è altissimo, wallaroo riporta un esempio: Jennifer Lopez ha pubblicato lo stesso video sul suo profilo Twitter e di TikTok. Sul primo può contare su 45 milioni di follower mentre sul secondo 5; il risultato però è stato che le visualizzazioni su Twitter sono state 2 milioni mentre su TikTok 71 milioni. Per questo, una delle sfide sarà mantenere questo engagement dopo il riposizionamento.
Un mondo più grande
Al di là del confronto generazionale quello di TikTok dimostra di essere un mondo più variegato rispetto alle altre piattaforme. A quanto pare l’apparente caos, la velocità di fruizione e produzione sono più in grado di esprimere un immaginario di una generazione nuova e diversa. Quindi sì, la qualità può anche essere inferiore alla quantità (secondo standard più adulti) ma ha permesso ad un influencer tra i più importanti, Khaby Lame, di creare un tipo di comicità perfetta per quel format. Khaby però non è il solo esempio: a Milano è nata Afroinfluencer, una agenzia e academy gratuita per ragazzi afrodiscendenti che intendono muoversi nell’intrattenimento di TikTok, YouTube ed Instagram. O ancora Maira Gomez Godinho, ragazza di una tribù amazzonica che condivide momenti della propria vita nella foresta con 6 milioni di follower, senza dimenticare quanto i fan della band k-pop BTS sono stati in grado di organizzare contro l’ex presidente Trump.
Fare predizioni è inutile ma è tanto difficile pensare che questo riposizionamento possa deludere gli utenti quanto predire se il suo target si allargherà verso l’alto. È chiaro però che i numeri esprimono le enormi potenzialità per il marketing e la creatività di TikTok.
